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Diario

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07 Ott 2017

E’ un capolavoro dell’architettura romanica, sorge in una posizione incantevole su un piccolo rialzo roccioso proteso nel mare ed è lambita dal verde della macchia mediterranea caratteristica della Riviera del Conero.

La sua costruzione sembra risalire al 1034.

La struttura architettonica della chiesa, particolarmente suggestiva, è anche molto singolare: una fusione di croce greca, pianta basilicale e chiesa a cappelle parallele.

Le mura esterne sono state realizzate in pietra bianca del Conero.

La chiesa raggiunse una notevole importanza nelle Marche medievali, come luogo di culto di un monastero benedettino

Nel 1320 fu quasi distrutta da una frana scesa dal monte Conero che non risparmiò il monastero, del quale non rimane traccia. 

A partire dal 1436 il complesso fu affidato ad alcuni monaci eremiti, ma continuò comunque a non avere vita facile, poiché una scorreria dei Turchi contribuì nel 1518 alla definitiva rovina dell’edificio.

A partire dal 1860, la proprietà dell’edificio passò al Regno d’Italia, le cui istituzioni lo trascurarono al punto che divenne ricovero per pastori e greggi, fino a quando, nel 1894 si iniziò il primo restauro sistematico del complesso, con il consolidamento delle strutture e la rimozione degli intonaci ottocenteschi dalle pareti.

Nuovi restauri dell’intero complesso sono stati intrapresi tra il 1988 e il 1995, mentre nel 2002 sono stati effettuati scavi archeologici che hanno messo in luce un cimitero medievale.

Da quest’anno la valorizzazione e fruizione della chiesa è affidata all’ Associazione “Italia Nostra Onlus”.